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IMPIANTO CREMATORIO, GARA ANNULLATA

12/08/2026 11:13

Domenico Codoni

Amministrazione Locale, Cimitero Comunale,

IMPIANTO CREMATORIO, GARA ANNULLATA

UN ALTRO SEGNALE DELLA CONFUSIONE CHE REGNA NELL’AMMINISTRAZIONE ZOTTI Con la Determinazione n. 540 del 6 agosto 2026 il Comune di Chiari ha preso att

UN ALTRO SEGNALE DELLA CONFUSIONE CHE REGNA NELL’AMMINISTRAZIONE ZOTTI
 

Con la Determinazione n. 540 del 6 agosto 2026 il Comune di Chiari ha preso atto dell’annullamento della precedente gara per la progettazione, realizzazione e gestione del nuovo centro polifunzionale di trattamento termico per salme e resti umani nei pressi del cimitero comunale e ha disposto l’avvio di una nuova procedura.
 

Non si tratta di una questione marginale. 

 

Parliamo di una concessione della durata di 31 anni, con un valore complessivo stimato di oltre 115 milioni di euro e un investimento iniziale di 4,5 milioni di euro a carico del concessionario.
La precedente gara, indetta dal Comune ad aprile e pubblicata dalla Centrale Unica di Committenza della Provincia di Brescia l’8 giugno, ha incontrato rapidamente serie criticità. Gli stessi atti comunali richiamano un ricorso al TAR Lombardia – sezione di Brescia, una diffida formale pervenuta alla CUC, la sospensione della gara il 29 giugno per approfondimenti sui requisiti di partecipazione e, infine, la comunicazione di annullamento del 17 luglio, con la necessità di predisporre una nuova procedura.
 

Le modifiche introdotte nella nuova gara riguardano anche aspetti sostanziali. In particolare viene eliminata, come requisito necessario per partecipare, l’iscrizione all’Albo nazionale dei gestori ambientali, che resta invece requisito nella fase di esecuzione. Viene anche chiarito che il rischio legato all’ottenimento dell’autorizzazione alle emissioni necessaria per superare le 2.400 cremazioni annue attualmente autorizzate ricadrà integralmente sul futuro concessionario e inoltre impone la chiara attribuzione allo stesso concessionario dei rischi connessi alle eventuali modifiche progettuali, alle autorizzazioni e ai possibili conseguenti aumenti di costi o tempi.


Il punto, però, non è soltanto l’annullamento di una gara.
 

Il punto è la grande confusione con cui questa Amministrazione sta gestendo alcuni dei dossier più importanti della città.
Sull’impianto crematorio, nel 2024 Zotti aveva promesso di interrompere il percorso. Nelle linee programmatiche dell’Amministrazione era scritto chiaramente che il progetto sarebbe stato bloccato:
“Interruzione del percorso di costruzione di un forno crematorio sul territorio clarense. Bloccheremo, in accordo con Chiari Servizi, il progetto di costruzione di un forno crematorio sul territorio clarense attualmente previsto nei pressi dell’area cimiteriale.”


Poi, pochi mesi dopo, la Giunta ha cambiato completamente posizione davanti a una proposta privata.
Nel giugno 2025 è stata presentata una proposta di project financing. Il 30 giugno la Giunta ne ha riconosciuto l’interesse pubblico. Nel dicembre successivo ha approvato la proposta presentata da Eco FLY S.p.A. e nel 2026 ha avviato la procedura di gara.


Quella stessa gara è stata poi contestata, sospesa, annullata e ora deve essere rifatta.
 

Cambiare idea può essere legittimo. Ma amministrare significa avere una linea, conoscerne le conseguenze e soprattutto essere in grado di tradurla in atti solidi.
 

Noi sull’impianto crematorio siamo sempre stati favorevoli.
Lo consideravamo e continuiamo a considerarlo un servizio importante per la comunità di Chiari e per un territorio molto più ampio. A suo tempo, alla richiesta presentata in Regione, avevano aderito numerosi Comuni, compresi alcuni della vicina provincia di Bergamo, proprio a dimostrazione di una necessità che andava ben oltre i confini clarensi.
Avevamo anche detto con chiarezza in Consiglio comunale che la realizzazione dell’impianto e, soprattutto, la definizione della sua futura gestione avrebbero inevitabilmente superato la durata del nostro mandato amministrativo.
Per questo avevamo pubblicamente riconosciuto che sarebbe spettato alla nuova Amministrazione portare avanti e completare quel percorso.
 

Questo è assolutamente normale nella vita amministrativa di una città.
Le opere importanti attraversano più mandati. Un’Amministrazione le avvia, quella successiva può modificarle, migliorarle e portarle a compimento.
 

Ma bisogna anche saperle governare.
 

Ed è proprio qui che emergono, sempre più chiaramente, le difficoltà dell’Amministrazione Zotti.
Perché il problema non riguarda soltanto l’impianto crematorio.
 

Dal Teatro Sant’Orsola agli altri importanti lavori pubblici ricevuti in eredità (la Caserma dei Carabinieri,  l'Asilo Nido Comunale, la Ciclabile verso Rudiano solo per citare i più importanti), troppo spesso abbiamo assistito a ritardi, cambi di impostazione, annunci, successive correzioni e una generale difficoltà nel portare i progetti a conclusione.
E questo mentre non sono mancati i tentativi di presentare come risultati dell’attuale Amministrazione opere progettate, finanziate e in larga parte avviate negli anni precedenti.


C’è poi un’evidente sproporzione tra l’attenzione riservata alla comunicazione e quella che sembra essere dedicata alla gestione concreta dei dossier più complessi.


Governare Chiari non significa soltanto organizzare eventi in Villa Mazzotti, inaugurazioni e produrre continuamente comunicazione sui social.

 

Significa occuparsi della macchina amministrativa.
Significa conoscere i dossier.
Significa prendere decisioni, seguirle, coordinarle e portarle a risultato.
Significa anche saper gestire ciò che si è ereditato, senza limitarsi ad appropriarsi politicamente dei risultati quando tutto va bene e cercare altrove le responsabilità quando emergono i problemi.
 

Sull’impianto crematorio il percorso è particolarmente emblematico: prima doveva essere bloccato, poi è diventato improvvisamente un progetto di interesse pubblico, quindi è stata avviata la gara, poi sono arrivati ricorso, diffida, sospensione e infine annullamento.
 

Ora si riparte.
 

Ed è difficile non vedere in questa vicenda l’ennesimo segnale di una Amministrazione che, sulle partite più importanti, sembra spesso procedere senza una regia chiara.
 

Tanta comunicazione, molti annunci, ma sulla gestione concreta della città la confusione appare sempre più evidente.
 

La vicenda dell’impianto crematorio ne è soltanto l’ultimo esempio.
 

CF e P.Iva: 91027910172